martedì, giugno 23, 2009

Benvenuta Repressione

La chiameremo presto affettuosamente: Censura di regime
In base alla nuova legge approvata dal senato quello che leggerete qui è possibile fonte di reato perché libera forma di pensiero che aiuta a prendere coscienza di nuove realtà politiche oscurate da giornali e televisioni.
L'emendamento è parte del cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L. 733) ed è stato preparato dal senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis dal titolo altisonante:
Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet.
In questi giorni il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60!
Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta".
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i providers dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento avrebbe l'ardire di far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una media company ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Il nome di questa media company, guarda caso, è Mediaset.
Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di normalizzare con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.
Ad oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico: non potevamo non fare la nostra piccola parte anche noi. Vorrei potervi dare informazioni più precise sulle date ma purtroppo le poche fonti su internet sono discordanti .

2 commenti:

  1. Mediaset ha citato YouTube e ancora oggi continua ad utilizzare i suoi video per fare i servizi. Scemi quelli di YouTube a non controcitarli.
    Altra legge del menga. Visti i risultati delle elezioni possiamo solo sperare in un piccolo infartino estivo del nano bagonghi. Via lui via tutti i buzzurri (almeno cadrebbe la lega, si spera)

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  2. Il problema se fosse semplicemente di incoerenza, potremmo solo ridere riguardo a che razza di integerrimi parlamentari abbiamo. Ormai il significato stesso di Onorevole ha acquistato una accezzione totalmente negativa come simbolo di corruzione (economica, sessuale e fisica da sostanze stupefacenti).

    Quelle volevano essere morbide minacce di una rete privata che vanta un padrone a capo del governo pronto a "decretare" una punizione divina se la controparte non si sarebbe autocensurata solamente per compiacergli.

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