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lunedì, gennaio 02, 2012

Un pizzico di storia - Dune

Non sono certo del motivo, ma un giorno di Dicembre ho deciso che avrei dovuto finire Dune. Dune il videogioco, non il libro di Frank Herbert con i suoi contorti ed infiniti seguiti, non il disturbante film di David Lynch dove Sting fa il cattivo —da non confondersi con quello in cui David Bowie fa il cattivo.

Dune ieri

Le dune su DuneSiamo nel 1992 ed i videogiochi sono ormai ben oltre la fase arcade: ci sono in giro Monkey Island ed un gran numero di avventure grafiche, simulatori per terra e per aria, intere serie di Ultima, numerosi rpg. Quello che non si è ancora visto è un gioco strategico in tempo reale.

Una sera (via sneakernet) mi arrivano tre floppy etichettati frettolosamente a matita —che odio quando qualcuno usava pennarelli!— accompagnati da un plico fotocopiato, ed intitolati “Dune”.

Sapevo dell’esistenza del libro, era da qualche parte nella libreria in corridoio, quella con i vetri fragili da cui dovevo stare lontano, e l’associazione “videogioco + grosso tomo scritto piccolo“ aveva creato la necessità di giocare a Dune, qualsiasi cosa fosse, al più presto possibile.

Il PC in casa al tempo, ahime, aveva solo un drive da 5¼! Così ero spesso costretto ad aspettare il giorno successivo, agguantare il compagno di scuola PC-munito più impressionabile, e convincerlo che i dischetti nelle mie mani fossero il Migliore Modo™ per spendere il pomeriggio.

Abbiamo perso un altro harvester!E che pomeriggio! E che tardo pomeriggio, e sera, dopo l’immancabile telefonata a casa per avvisare degli impegni improrogabili che mi costringevano a restare attaccato allo schermo ancora un paio d’ore.

Dune era qualcosa di mai visto: una specie di avventura grafica, dove potevi volare di luogo in luogo e parlare con strani personaggi. Poi di colpo, avevi “spezia” (?!) da raccogliere, poi zone da esplorare, poi soldati! E pian piano scoprivi i cento modi di morire, nel deserto, nelle grotte, nelle fortezze nemiche —l’omino grassissimo ci stà attaccando!

L'omino grassissimo, aka Barone HarkonnenMa per due, tre, anche quattro dodicenni appiccicati allo schermo, questo gioco non era facile. C’erano da tenere sotto controllo la produzione di spezia, accontentare le sempre più pressanti richieste dell’imperatore Shaddam (ah! un anno dopo la guerra nel Golfo, eravamo tutti certi che fosse il cattivo), spostare truppe e intanto parlare con decine di personaggi. I sabotatori ed i gruppi di fremen che non andavano d’accordo ci facevano impazzire.

Dopo più e più fallimenti, partenze da zero, sofferti pomeriggi, ancora non avevamo ottenuto significative vittorie, e la fine del gioco era chiaramente lontana, forse fuori dalla nostra portata. Altri giochi —forse Day of the Tentacle? od era già arrivato Doom?— arrivarono a distrarci, più facili da gestire, e magari persino finire senza l’infinito sudore che caratterizzava i deserti di Dune.

Dune oggi

Yup, tutte per te.Non ho mai più ripreso in mano Dune, i tre floppy quasi dimenticati nelle profondità di un armadio, fino ad un sabato pomeriggio quando fuori infuriava l’uragano Bawbag.

E che pomeriggio! E che tardo pomeriggio, e sera, mentre giostro con attenzione una trentina di piccoli fremen sulla mappa del pianeta. Ed i villaggi, l’ecologia, le fortezze conquistate ed... Oh my God!... Atomics...!?

L’allenamento con i tanti RTS apparsi negli anni è chiaramente servito a qualcosa, e piallo fortezze senza troppa difficoltà. Sia chiaro, non è facile, ma tenendo d’occhio tutto quello che va tenuto sotto controllo si può avanzare con facilità, accontentare l’imperatore, respingere gli attacchi degli Harkonnen. Ed all’alba del 100° giorno nel gioco, diciotto anni dopo aver messo piede su Dune la prima volta, i miei diecimila fremen armati di atomiche conquistano epicamente il palazzo ad Arrakeen.

Tramonto con Ornitopteri, Claude MonetDissolvenza, titoli di coda. Cosa rimane?

Rimane un gran gioco, uno strano miscuglio fra un’avventura grafica, un rpg ed uno strategico; oppure uno strategico che ti introduce nella storia in prima persona (invece che via tette), che ti chiede di convincere le singole truppe, spiegando a loro, e a te stesso, perché si combatte. Ed ancora devi gestire morale e carisma, la spezia che rapidamente finisce, la tipa che si mette nei guai e tua madre che ha i pensieri strani.

Dune resta un ottimo gioco dopo tanti anni, con quel pizzico di simulazione in più che ne’ Westwood ne’ Blizzard, nel loro spingere l’evoluzione degli RTS, hanno portato avanti. La parte strategica è poi forse la meno interessante, in Dune, rispetto all’esplorazione ed interazione con i personaggi di questo complesso mondo.

Vorrei altri giochi di questo genere, possibilmente con una migliore schermata alla fine però.

Kwaaaaaaak! —The End!

mercoledì, giugno 15, 2011

Sullo strano strano mondo (la fuori)

Uno dopo l’altro, i famosi indizi della fine del mondo si accumulano. Duke Nukem Forever è stato rilasciato, nel tempo che il Chiarre ha impiegato a passare la maturità, conseguire la laurea, un dottorato e della prole. A differenza del Chiarre però, DNF ha ricevuto molte review negative, del tipo “non regge milioni di anni di attesa”, in fondo “è una zozzeria,”  ed —aggiungo io— “Serious Sam ci piaceva comunque di più, gne gne.”
Duke Nukem Forever’s legacy, then, becomes a strangely apt one – a raddled document of the last decade and a half of game design fads, trends and values. Duke Nukem Forever was always going to make history, and history it is. [RPS]
Non avendo motivo per provare a giocare qualcosa che comunque non avrebbe funzionato sul mio pc, un sacco del mio tempo è stato riempito da documentari. Per grande mancanza di Pieri Angela nella scelta, e di panda coccolosi malamente appesi sugli alberi, mi sono ritrovato sullo schermo una serie di programmi su società, economia, filosofia e contorti paralleli fra le stesse. Ottimi, ho scoperto poi.

All Watched Over by Machines of Loving Grace

Già già...La prima serie che vi consiglio per le notti buie è All Watched Over by Machines of Loving Grace, tre puntate per un totale di 180m (circa 4-5 cene, unità di misura del Tempo Libero™) scritte da Adam Curtis. Curtis è un personaggio che si è fatto odiare dagli Stati Uniti per un documentario sui neoconservatori, e produce video strani, blandamente epilettici, di cui vi lascio due esempi: The Rise and Fall of the TV Journalist, ed OhDear-ism.
In AWOBMOLG racconta di strani collegamenti fra l’invenzione e la diffusione dei computer ed apparenti effetti collaterali: iniziare a credere che possano davvero risolvere problemi, che portino magicamente pace ed equilibrio, che rappresentino un ideale di “meccanicità” che può piacere a molti. Il tutto incastrato fra gli eventi della seconda metà del secolo scorso, fra personaggi di cui non sapete abbastanza —come Fuller o Greenspan— e l’economia oscillante degli ultimi decenni.
La prima puntata si concentra su politica, economia e stabilità di mercato, la seconda sull’idea che sistemi complesso possano avere un inerente equilibrio, saltellando fra ecologia, cibernetica e rivoluzioni di passaggio. La terza... la terza è strana, credo di doverla riguardare: rimescola un po’ tutto, vi porta in Congo, e da li credo parta per la tangente.
Include alci, mainframe, sportelli nel fianco di un bufalo, il primo mouse e la prima video-conferenza, crisi di mercato e gorilla.

Secrets of the Superbrands

Coca Cola ovunque, è quello il truccoIn Secrets of the Superbrands un tizio (che si atteggia un po’ come Z) cerca di scoprire per quale motivo le marche famose sono... beh, famose. La tautologia è già un buona spiegazione, sembra, ma vengono fuori curiosi lati del marketing che non mi aspettavo, o forse sospettavo ma non avevo mai visto descritti così esplicitamente.
Una sacco di ottimi esempi nelle tre puntate (Technology, Fashion, e Food), interviste a dipartimenti di marketing che accettano di raccontare, mancate interviste ad altrettanti che rifiutano. Sorprendentemente l’episodio sulle marche di vestiti mi è sembrato il più interessante, forse perché era un campo a me ignoto.
Alla fine vi lascia con sguardi torvi verso le etichette di ciò che tenete in cucina, ed un gran numero di simpatici trivia. E.g., la Fanta è stata inventata per i nazisti e la Coca Cola è la bibita più venduta in ogni nazione in cui sia commercializzata, eccetto la Scozia. Qua bevono IRN-BRU, per il semplice motivo che sono scozzesi.

Attenborough e Pratchett

I Pappagalli del Giovane Attenborough100 Years of Wildlife Films
è stato filmato quattro o cinque anni fa, quindi siamo in ritardo. È un documentario sui documentari, dall’inizio dei tempi cinematografici —quando David Attenborough aveva 20 anni e faceva wrestling con i draghi di Komodo— fino al giorno d’oggi, passando per la necessità di rinnovare e modernizzare uno dei più anziani generi di intrattenimento.
Un interessante racconto che segue il progresso delle telecamere, il variare degli argomenti, e la società attorno agli animali. Ma anche le sorti degli animali stessi, fra cui quelli di cui ci rimangono solo, amaramente, proprio le immagini dei naturalisti.
Per ultimo, soltanto perché il più recente, resta Terry Pratchett: Choosing to Die. Argomento controverso, momento controverso, personaggio controverso —almeno qui. Guardatelo, ma non mentre cenate. Suggerisco al pomeriggio, e poi uscite al sole.

Piantala di mettere link alla BBC, ti odio

Eh, c’è poco da fare, li guardo li. Ma non disperate, perché si trovano tutti su youtube, sui ruscelli di bit, o per altri metodi. Fra cui, come suggerisce Alcaris, DocMasters.tv. Ed ora ho linkato un sito che linka cose che linkano ad altre cose che in alcuni posti sono illegali, quindi tutti in galera.

Update by Abdul: In merito a Fuller una interessante pagina su Artsy

mercoledì, marzo 09, 2011

Non è il solito MuGen

ddnd-cover

Ho perso il giro dei picchiaduro, un po’ perché di base sono incapace di premere una qualunque sequenza di più di 4 tasti, un po’ perché il genere si era a mio parere un po’ rattristato —sia dal lato “grosse produzione” che da lato dell’artigianato.

Oggi, passando per la sorgente di saggezza che è tigsource,  mi è capitata sotto il naso quella che sembra una piccola perla dall’Oriente Intraducibile.

Dong Dong Never Die è il risultato di 3 anni di sviluppo e circa 10.000 fotografie, messe assieme con gusto per produrre un picchiaduro ridicolo con 24 personaggi dementi: pseudo-terminator, le immancabili tipe discinte, panzoni con martelli, jappo-lolite che lanciano Optimus Prime come special, e... Super Mario?!

Non è uno dei mille giochini costruiti col MuGen, ma è basato su una engine diversa che mi è sembrata abbastanza fluida e decisamente più giocabile. Un lavoro serio quindi, che mi porta qua ad invocare dalle prondità di R’Lieh i professionisti del picchiaduro per una più completa recensione. Abdul, Malhavoc, scelgo voi! Putroppo il manuale è una grossa schermata in cinese, ma questo di certo non vi fermerà.ddnd

Per chi invece non avesse le energie per scaricarlo, o per gli sfortunati con solo un mac per le mani, qua ci sono una manciata di screenshot, una discussione a riguardo in inglese, ed ovviamente un video esplicativo.

mercoledì, novembre 10, 2010

Evil Hamster e vampire poppute

E voi credevate che i criceti fossero tutti bravi? Folli!!! Il malvagio criceto potrebbe uccidervi!!!



E chi non ha pensato al Boo di Minsc?
For the eys Boo for the Eyessss!!!
Un modellino un po' cupo, il fottuto inferno

Il remake di un film già brutto Blood Rayne Uwe Boll (il regista peggiore dell'universo) però questa volta ci mette... più tette!



Giocatrice giapponese di biliardo Shanelle Lorraine


mercoledì, ottobre 06, 2010

Un pizzico di storia - Stunts

stunts-introVent’anni fa, nell’Ottobre del 1990, la Brøderbund (Prince of Persia, Myst) rilasciava Stunts – 4D Sports Driving.

All’inizio di un decennio che avrebbe visto una incredibile evoluzione dei simulatori automobilistici (le serie di Need for Speed, Sega Rally, Gran Prix, etc), questo titolo dal risibile realismo veniva con la più geniale delle feature: l’editor dei tracciati.

stunts-menuCredo di averlo visto per la prima volta un paio di anni dopo, sul computer del prete, scatola magica in un angolo dell’edificio dove si andava a catechismo solo per la partita a calcio a seguire. Su quel computer, in mezzo all’immancabile marea di virus dell’epoca —ah, i bei tempi!— si celavano perle come Blake Stone e Scorch, senza che apparentemente nessuno ce le avesse copiate. Semplicemente, erano li, come ci fossero arrivate non era importante.

Blake Stone rappresentava la grafica più avanzata, anche se non era molto più di Wolfenstein con alieni. Scorch era perfetto per sfogare la voglia di devastazione tipica di un tredicenne all’uscita del catechismo (dove è stato costretto quasi-seduto per una quasi-ora) ed era il primo contatto con il multi-player. Stunts era il gioco di abilità, di skill estreme nel compiere un giro della morte o nell’evitarlo con un salto laterale, di forzare la Indy Car fuori giri in modo da sfruttare il bug che azzerava l’attrito. Oh yeah!

L’editor dei tracciati era però ciò che lo rendeva unico. Faceva la differenza fra un gioco che giocavi, ed uno che costruivi pezzo per pezzo, e poi vedevi in movimento mentre premevi ancora un poco impacciato i tasti per cambiare marcia, o guardavi qualcuno sudare per abbassare quel record di un secondo o due. L’editor riusciva a bloccare una mezza dozzina di ragazzini in concitato silenzio, a fissare i pezzetti di strada che venivano allineati per formare circuiti sempre più astrusi e contorti.

stunts-gameLa rampa a spirale. Il salto sul tetto della galleria. Il trampolino verso il palazzo cubico. Il cavalcavia sopra il lago con la nave. Il pino subito all’uscita della curva, perché Andrea che non frenava mai ci si sarebbe piantato di certo.

Stunts forniva un piccolo numero di terreni predefiniti, e questo era un piccolo cruccio di noi ragazzini. Solo anni dopo avrei scavato fra i byte dei file dei tracciati per scoprirne i segreti. E poi scavato ancora un poco. Tengo ancora da parte (da qualche parte) il grezzo editor per i terreni scritto in Turbo Basic ai tempi del liceo, per creare mappe con terreni sempre diverse.

Ma era arrivato un filo troppo tardi, un po’ come l’editor per Wacky Wheels.

stunts-editorOggi però, in questa data importante, ad una maturità di distanza da quando insultavo innocentemente l’AI che mi sbatteva fuori strada, mi sono aggirato per un paio di link partendo dalla pagina di wikipedia per Stunts, e mi sono imbattuto nell’assurdo.

L’editor per i terreni era già in Stunts, incluso in quello per i tracciati, ma nascosto. Per attivarlo si doveva premere Shift-F1.

Ho appena scoperto il più grande rimpianto della mia infanzia.

domenica, novembre 08, 2009

Per i più deboli di cuore

No niente donnine poco vestite. Sempre di donnine parliamo, svedesi in particolare, ma completamente vestite. E completamente pazze.
La notizia è un po' vecchia, non so come non sia girata di più per la rete e soprattutto non so come non sia finita prima su R'lieh. Oddio magari mi son perso qualche puntata di Studio Aperto...

In breve:
Inghilterra, la polizia avvista due ragazze che camminano lungo l'autostrada. Appena le fermano una si butta di corsa contro le macchine, l'altra la segue subito dopo. La prima viene colpita da un tir, la seconda contro una macchina.
A sto punto uno può dire : "saran morte, no?". E invece no, la prima rimane a terra priva di sensi, la seconda dopo essere stata soccorsa dai poliziotti, si alza ne picchia uno e scappa di nuovo di corsa. Ci sono volute sei persone per immobilizzarla.




Altre cose

le dimensioni di una cellula in simpatica un'animazione

(News for Da Dsar) Google Wave e D&D, l'accoppiata vincente?

Beh meglio che dare dei soldi alla Wizard o alla Microsoft con le sue stronzate.

i fumetti di Sparker



lo zippo nerd



p.s (in particolare per Dread/Al'Caris) fino a fine mese sono preso mentalmente e fisicamente, quindi niente bozze. Da Dicembre dovrei avere più ossigeno anche solo per pensare. Intanto facciamo un po' rodare alle cavie Google Wave...

lunedì, luglio 06, 2009

Monkey Island, reprise

A volte ritornano: sono i remake. Le avventure punta e clicca sono sparite nel nulla in questo nuovo millennio, ed un po' mi mancano. ScummVM permette di farle girare su qualsiasi cosa abbia uno schermo (il jailbreak aiuta, in alcuni casi), ma la LucasArts ha deciso di rimasterizzare con brutale violenza uno degli antichi capolavori: settimana prossima esce The Secret of Monkey Island, Special Edition (via Steam o simili zozzerie online).

Storia e gameplay invariati, la nuova versione è stata completamente ridisegnata e tutti i dialoghi sono stati registrati --speriamo decentemente. Ricordo Day of the Tentacle in versione "talkie" ed era meraviglioso, a parte quando ero bloccato ed i personaggi iniziavano a ripetere sempre le stesse frasi.

Melee Island™

I puristi magari si lamenteranno, ma si può sempre giocare la versione vecchia, nessuno ti obbliga a guardare quella nuova. Joystiq ha un sacco di screenshot e video, per i curiosi.

lunedì, dicembre 29, 2008

E' meglio GTA IV o Leopard ?

Ho giocato un po' a GTA IV. Mi ha deluso e l'ho già cancellato, rispedendolo nel dimenticatoio dei bit. Ci sono un paio di cose che mi hanno lasciato perplesso, al punto da guastarmi l'esperienza:
  • usando tastiera e mouse (su PC cos'altro vuoi usare?) le macchine e ancora peggio le moto sono inguidabili perché i programmatori non hanno previsto un minimo di accelerazione graduale, è tutto on-off coi tasti della tastiera: accelerazione, sterzo, freno a mano. Guidabile, ma con tanta fatica e troppe sgommate.
  • Idem con cipolle per la telecamera, è fissa. Sarebbe da muovere col mouse mentre si guida, ma è terribile.
  • Ci si può muovere a piedi o coi mezzi pubblici, ma è leeenttoooooo e le missioni le devi fare per forza in macchina.
  • E' obbligatoria l'installazione di games for windows live, dell'appropriato runtime e del rockstar social club. Fanno due account diversi con due password solo per poter giocare online. Per giocare offline ne basta uno, ma vi perdete gli achievement per strada. E se per caso si crea un nuovo account games for windows si perdono tutti i salvataggi.
The Games Machine, per la prima volta in tanti anni, mi ha deluso: nessuna menzione delle difficoltà di installazione (persino steam ha iniziato a rimborsare la gente per i troppi bachi e casini) e per i problemi di controllo, compratevi un joypad della xbox360. Certo, se il gioco a 50€ non costasse già abbastanza...

Per cambiare discorso (e architettura), ho avuto la sfortuna di scaricare la copia maledetta personalmente da Steve Jobs di Leopard, per vedere come va sul mio portatile un po' vecchiotto, prima di procede ad un legale acquisto nel caso il test avesse avuto esito positivo.
Per installarlo ho bruciato 2 DVD-DL da 6 euro l'uno, ho rotto un masterizzatore esterno e ho perso tutti i dati su due dischi fissi. Il software pirata non conviene, soprattutto quando l'originale costa meno di un masterizzatore esterno nuovo!
Alla fine, per questione di principio, ci sono riuscito con un po' di giochi di partizioni. Time machine non funzia perché ho il disco fisso troppo piccolo (per il primo backup voleva 15GB), Spaces è carino, ma io ho già le mie abitudini per organizzare le finestre. Del resto rimane poco, è più carino, non è più lento, ma mi sa che tornerò a Tiger che ce l'ho coi CD di ripristino...

mercoledì, novembre 19, 2008

La nippo doll virtuale da seviziare

I giapponesi sono Re. E questo lo sapevamo gia'. Ma oggi si sono davvero superati. Hanno creato una bambolina virtuale che e' controllabile tramite la webcam. Virtuale nel senso che la vedi solo nel monitor e non la puoi toccare veramente. Niente di particolare (eye toy docet) sotto un punto di vista dell'idea. Ma la genialata sono sti dadi con dei disegni sulle varie facce. A seconda del disegno e' possibile interagire in modo diverso con la bambolina. Provare il video per credere :



Purtroppo mi sa che con i pc italioti non funziona.. ma un pensierino ce lo farei. A quanto pare non c'e' limite all'immaginazione.. Immaginate scagliare il dado contro il muro, o farlo ruotare vertiginosamente... Questo si che e' quello che si definisce "tiro di dado per la perversione"!!!!

Siamo un po' tutti come M. E.....

Dimenticavo: ecco Il sito ufficiale del cazzillo

martedì, ottobre 14, 2008

Tux-Kamasutra

Piero Tofy facendo qualche indagine statistica è riuscito a dimostrare quanto le aste al ribasso (Bidplaza o youbid ) siano sostanzialmente dei sistemi mangiasoldi, un po' come i videopoker:
  • è probabilisticamente impossibile vincere facendo una unica puntata, infatti quelli che vincono puntano su range molto ampi, investendo circa la metà del prezzo al dettaglio dell'oggetto all'asta
  • conviene puntare su oggetti di poco valore (meno di 200€)
  • ci si potrebbe mettere d'accordo con altri giocatori
  • in media per ogni oggetto questi siti guadagnano circa 5000€
E poi dicono che Ebay è un covo di ladri...

Oggi, 14 Ottobre dovevano atterrare gli alieni sulla Terra cheppalle ma sti medium perchè non li mettono in galera? Alieni come questi qua, poi? ->

Finalmente in casa Apple si riparla di PC. Ecco in nuovi modelli di Mac Book e Led Cinema: più belli, più leggeri, più cari!





infine l'immagine che da il titolo al post



lunedì, settembre 15, 2008

Ce la posso fare...

....a farlo girare!
Che cosa? Ma GTA4 su pc, ovviamente!
Ecco i requisiti.
Uscita il 21 novembre, per Natale via....!

giovedì, agosto 21, 2008

Casa Abdul:

La Cantina

Al contrario di quello che si aspettano molti, non vedrete squisite leccornie appese al soffitto in attesa di essere degustate!

P.S.: Non chiedetemi chi siano i due loschi figuri, suppongo ladri in attesa di godersi il prezioso bottino

venerdì, gennaio 04, 2008

Bioshock

Mi lascia un po' perplesso tutto l'hype che circona Bioshock. Visto che ero bloccato dalla neve, tra ieri e oggi, ho giocato a questo gioco in cui bisogna esplorare una città sottomarina.
La trama doveva essere qualcosa di innovativo, ma a me è sembrata piuttosto classica: hai perso la memoria, per te è tutto nuovo, ogni tanto hai dei flash, scopri di essere una pedina nelle mani di qualcun'altro, la città sottomarina in cui ti aggiri è piena di zombie (no, non lo sono esattamente, ma è come se lo fossero). Non so, mi sembra tutta pappa riscaldata.
Sulla grafica evito di pronunciarmi, dato che ci ho giocato coi dettagli al minimo (e faceva cagare).
Qua e là ci sono degli enigmi da risolvere per "hackerare" gli oggetti (torrette, distributori automatici). Il tipo di puzzle da risolvere è sempre lo stesso e alla fine non li facevo neanche più per mancanza di voglia.

Alla fine mi sono imbattuto per la seconda volta in un baco bloccante, poco prima della fine. Deve succedere qualcosa, ma non succede per cui non ci si può più muovere dalla stanza. Devi dire che non mi interessa neanche come finisce, visto l'andazzo difficilmente mi lascerebbe a bocca aperta dallo stupore.
C'è qualcuno che. se potesse (o se l'ha già fatto) comprare una tuta da palombaro (big daddy) di Bioshock, mi può spiegare cosa ci ha trovato di così bello ?

mercoledì, settembre 19, 2007

e devo pagare solo le tasse!

il nuovo testimonial della Ryanair


L'inutilità del drm: pensare che se ne possa creare uno invincibile è come pensare di violare le leggi della fisica e a proposito di fisica:

Ma perchè non ci aveva pensato nessuno prima? Tetris da tavolo



Oltre a Wink per creare screencast c'è ora Jing (Windows/Mac). E' veloce, gratis e ben fatto. Per accorciare le url moleste invece usate cutslink

Video

lunedì, settembre 10, 2007

Deliri e alieni

Dalla mente di Don Hertzfeldt, "Rejected"



Un altro suo corto (magari l'avrete visto sulla MTV dei tempi andati).

"The Illuminated Lantern", avventure testuali e idee lovecraftiane (Gargoyle per fare funzionare il tutto, nel caso aveste voglia di avventurarvi)

Non ricordo se ho già postato qualcosa riguardo loro, in ogni caso ecco il "Blue Man Group"





causa bassa risoluzione, i video non gli rendono giustizia, ma i loro spettacoli sono molto belli e fanno, comunque, buona musica rock; se interessa, vi consiglio di procurarvi il video del concerto "The Complex Rock Tour"

lunedì, luglio 23, 2007

25 volte Yoooooooo Joee



C'e una serie americana che ha fatto storia dei cartoni animati insieme ai Transformer, ai Masters of The Universe, ai Thundercats e agli orsetti Gummi: i G.I. Joe.
La saga di questi soldati americani pronti a tutto per difendere il mondo dalle insidie nemiche dei Cobra, divenne famosa grazie ai fumetti della Marvel, alla serie televisiva, ma soprattuto ai set di action figure, in stile Guerre Stellari, che erano veramente ben curati.




La citazione dei Transformer non è casuale, dato che ci sono stati numerosi cross-over tra le due serie, sia perchè faceva piacere alla Hasbro, sia perchè sono entrambe serie Nippo-Americane di successo, come quelle battone di Jem e le Holograms.

Più recentemente la Dreamwave, che ora è fallita, ha sfornato un secondo cross-over coi robbottozzi, mentre lo Studio Gonzo ha creato Sigma 6, dove compare il mitico Snake Eyes.




Ora che si festeggia il venticinquesimo anniversario aspettiamoci un revival di action-figure, cartoni animati e magari anche un film.

La pagina di Wikipedia è veramente ben fatta, mentre il sito ufficiale della Hasbro fa veramente pena. Vi consiglio di vedere questa inutile pagina

Per finire in bellezza un po' di Masters per tutti

mercoledì, maggio 09, 2007

La dddroga et poikilie varie

Ebbene si!!! Non sono morto! son solo pigro e non ricordo le password.....

Tempo fa, ma molto tempo fa era comparso un post su di un piccolo browser game, sviluppato interamente da uno studente del disi: non ricordo l'autore del post, a cui devo la mia dipendenza.....
Cmq arrivando al dunque: il gioco è giunto ad una buona maturazione, quindi ve lo ripropongo... se qualcuno vuole venire a scontrarsi con il mio esercito....

www.lostage.it

Per chi invece non ha ancora avuto il piacere di leggerlo OOTS
.

Wep in 60 seconds....... e nn fate cose maialose!!!


sabato, gennaio 06, 2007

Svezia - il ritorno

Ieri sera sono tornato dalla mia spedizione di 4 giorni a Stoccolma, con una puntatina a Uppsala a trovare il Dread e la sua dolce metà. Ci ho guadagnato (e ringrazione ancora) una pizza Stavros "beef and tzatzichi" veramente buona, come l'hanno scorso. Mentre eravamo seduti qui su una staccionata abbiamo avuta una proficua discussione su tutti i difetti del nuovo template di R'Lieh e sul CMS perfetto. Abbiamo convenuto anche che Abdul è davvero rotondo.

A Stoccolma ho potuto perdermi felicemente per tre o quattro ore in una zona commerciale talmente grossa, che appunto, mi ci sono perso. Tornandoci dopo aver memorizzato la cartina della zona ho capito un po' come è fatto quel luogo: è enorme. Nei due negozi di giocattoli che ho visitato ho visto un solo Wii ed una xbox 360, un po' da parte e seminascosti. Entrambi i negozi erano grossi come l'unieuro di campi, solo che erano tutti e soli giocattoli. Ho fatto un paio di foto clandestine: qui accanto c'è la foto dello scaffale dove si possono riempire delle bustine con i pezzi di lego e si paga a quantità, come con le viti da Castorama.

Sotto, invece, c'è il Tamagotchi ! Sì, esiste ancora, è arrivato alla mitica versione 3 ed ha pure delle funzionalità online! Ne volevo comprare uno per Abdul, quello rosa, ma poi ho lasciato perdere.

Una nota di folklore, al ritorno al casello autostradale di Bergamo, mi è rimasto in mano mezzo biglietto, l'altro mezzo si è incastrato nella macchinetta: hanno deciso di risparmiare sulla carta ?



Un salutone affettuoso a quello che si è infilato nello stesso casello dopo avermi visto uscire in retromarcia, probabilmente è ancora lì che bestemmia...

domenica, dicembre 03, 2006

Dedicato a Cap. Chaos

Da Fao Schwartz a New York (uno dei piu' grossi negozi di giocattoli del mondo) vendono ogni ben di Dio, tra cui una cosa che fara' particolarmente piacere a Cap.Chaos: una ferrari giocattolo COMPLETAMENTE funzionante con tanto di motore a benzina:



Ovviamente il prezzo e' conforme allo standard ferrari. 50 000 dollari. E dubito che chiunque di noi riesca a entrarci dentro.

La carrozzeria e' tutta plasticozza comunque, ma gli interni sono in vera pelle XD

mercoledì, novembre 29, 2006

Come nasce un mattoncino Lego

Leeeegoooooo

E' ancora più figo di quanto possiate pensare, come vi racconta questo articolo.